INRI RECORDS # Il Nuovo Rumore Italiano

MONACI DEL SURF

Per le strade di Torino si aggira un gruppo di personaggi vestiti in kimono nero e mascherati come luchadores messicani. Se li guardi bene noti che ognuno di loro ha stampato in oro un simbolo sulla schiena, che le maniche delle loro giacche

sono decorate con delle fiamme e che si portano dietro delle custodie nere che parrebbero contenere degli strumenti musicali.

Nessuno sa esattamente la loro storia o meglio, ognuno ne sa una diversa: sono ex sacerdoti in cerca di una nuova spiritualitá? Sono atei in fuga? Sono musicisti disperati? Sono mascherati perché non possono farsi riconoscere? Sono membri dei servizi segreti? Qualunque sia la veritá, sono conosciuti come Monaci del Surf. Questo nome comparí per la prima volta sui cartelloni dei concerti torinesi nel 2007, quando due band dai nomi esageratamente californiani, Santabarba e Malibu Stacey, decisero di unirsi per dare vita ad una combo energica e a tratti delirante. Si vestivano da monaci birmani per solidarietá con la protesta che accendeva gli animi in quei tempi. Dopo le prime esibizioni all’Hiroshima Mon Amour e al Padiglione 14 il gruppo fece perdere le sue tracce, riapparendo saltuariamente mascherati da scimmioni con lo pseudonimo Le scimmie del Pianeta delle Scimmie. Ritroviamo poi i Monaci del Surf nel 2010, come headliner di un festival su una remota spiaggia in Sardegna, questa volta sono solo in tre, e per la prima volta mascherati da luchadores, ma ci sono forti sospetti che si tratti ancora dei ragazzi di Torino della nostra storia. Da quella notte, come se lo avessero giurato davanti al Mare, i Monaci del Surf non hanno mai piú smesso di suonare:
Arezzo Wave, Giancarlo ai Murazzi, varie serate al Magnolia (MI), Urban (PG), Surfer Joe, Forte Prenestino, Salone del Libro (TO), Milano Film Festival, Tritolo, Vizi del Pellicano, Essauira, Bra Mon Amour, Un tranquillo Week End da Paura (Usmate), TPO (BO), Velvet, Hiroshima Mon Amour, Askatasuna, Bronson, Audiodrom, Diavolo Rosso, Spazio Ansaldo,
Ritmika, Bruxelles, Nuvolari, Espace Populaire, Rock ‘n Roll, Alpette Rock Festival, Santeria, Lavanderie Ramone, Spazio 211 sono alcuni dei luoghi in cui potreste averli incrociati in questi ultimi tre anni, sempre scatenati a suonare versioni surf di canzoni famose.
Nel 2012 esce il loro primo disco e in quanto Monaci di Torino, non potevano che scegliere la INRI come etichetta discografica, sotto l’alta supervisione della Metatrongroup. Le 12 tracce fanno ballare e lasciano grande spazio alla psichedelia e alle sonoritá alla Quentin Tarantino, riscuotendo successi tra il pubblico e tra gli addetti ai lavori. Dall’estate 2013 un quarto monaco, un’altra chitarra elettrica che si aggiunge al trio chitarra-basso-batteria, si presenta mascherato insieme agli altri sul palco. Sulla sua vera identitá si é detto molto; forse non é nemmeno di Torino, ma probabilmente viene da un paesino sperduto tra le montagne del capoluogo piemontese. Sul suo kimono é ricamato un Toro, mentre l’altro chitarrista porta l’effige di una Tigre, il batterista ha un Panda e il bassista un Cobra, tutti d’oro. Quando si chiamano tra loro usano questi nomi, e non é sicuro se sotto i costumi si celino sempre le stesse persone. In pratica non si sa chi sono, né quanti sono. Il 25 marzo é uscito il loro secondo disco, prodotto e realizzato dallo stesso team del primo: i Monaci si sono ritirati tra le pareti del Cavoretto Hills Recording Studio dove hanno convocato gli esperti di surf e chitarre reverberate e hanno registrato, si dice, altre 14 tracce, di cui una della lunghezza record di quasi un’ora. Cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi mesi dai Monaci del Surf?