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EGOKID: PER TORNARE BASTANO POCHE “COSE SEMPLICI” A CHI E’ DA SEMPRE CAPACE DI FARE POP

COSE SEMPLICI

Cose semplici”, il singolo che segna il ritorno degli Egokid, fuori il 14 settembre per INRI, non è una canzone del sole e non è soltanto una canzone d’amore, quanto piuttosto d’innocenza e di esperienza. Le “cose semplici” sono quelle imprevedibili, superflue, quelle che non servono a nient’altro che a essere se stessi, in un mondo in cui “fa troppo caldo per decidere” cosa fare domani. Su questo mondo gli Egokid mantengono lo sguardo ironico e disincantato di sempre, ma raccontano anche l’energia di un’urgenza ritrovata: “ho bisogno di te/hai bisogno di me”. Non importa sapere a chi o a cosa siano rivolte queste parole, la sola cosa da fare è rendersi irreperibili al progresso.

Cassa in quattro, elettronica, suoni metropolitani, asciutti, parole taglienti che si possono ballare. Questa è la musica degli Egokid nel 2018: canzone popolare non populista. Dance fra spleen e sabato sera, per “stringersi forte che non è finita”.

Gli occhi del ballerino di pole dance guardano fissi nel monitor la ballerina che in poche mosse azzera le leggi di gravità. Vuole essere come lei? O è proprio lei che vuole? Comunque vada, sono le Cose Semplici l’unica strada per raggiungerla: un ferro da stiro, la corsa, metrò Porta Vittoria, una palestra dove tutto inizia e/o finisce. In primo piano sono il volto di un uomo stanco del giudizio altrui e delle ambizioni utili ed i muscoli della sua reazione. Dalla disillusione nascono la bellezza di una sigaretta accesa, di una sera sul divano a pensare e poi la corsa, il sudore, l’armonia dei corpi. L’uomo stanco è anche un’atleta. Le cose semplici sono quelle che servono a salvarsi. Per questo Cose Semplici è un video fatto soprattutto per ballare, felici di sentirsi del tutto inutili e quindi indispensabili: “ho bisogno di te/hai bisogno di me”.

Nati a Milano come quartetto, gli Egokid sono nel tempo diventati sei per effetto della crisi economica, come racconta il loro album del 2014, un concept autobiografico intitolato “Troppa gente su questo pianeta”. Della canzone-manifesto di quel disco, “Il Re Muore”, Samuele Bersani ha inciso una propria versione nel suo “Nuvola N.1”. La band, composta da avidi lettori di forumsalute.it, vede nel singolo post-nevrotico “Anaffettivo” e nell’album “Minima Storia Curativa”, prodotto da Matteo Cantaluppi, i propri esordi in italiano. Fra i brani contenuti nel disco spiccano ancora “Arbasino”, esplicitamente citata nella biografia ufficiale del multiforme di Voghera e “L’Orso”, omaggio agli uomini di un certo peso, con un cameo vocale di Francesco Bianconi, nei panni di ospite gradito e incolpevole. Dall’album Ecce Homo, registrato alle Officine Meccaniche con la produzione di Sergio Maggioni e Giulio Calvino, sono stati tratti i singoli “L’uomo qualunque”, vero e proprio inno del politically uncorrect ed evergreen delle playlist di itpop e “Come Un Eroe della Marvel” in rotazione su Radiodeejay, canzone d’amore universale e colonna sonora, insieme alla esplicitamente commissionata “Milano Ti amo”, della campagna di Giuliano Pisapia per le elezioni a sindaco. Dell’album faceva parte anche “Non si uccidono così anche i cavalli”, in duetto con Faust’O. Le loro influenze sono da sempre eterogenee: Battiato, Flaming Lips, Battisti bianco, il prog anni ‘70, i Blur, l’house di Detroit, Rosanna Fratello, James Blake e Laetitia Sadier. Gli Egokid sono: Diego Palazzo (anche nei Baustelle, voce, chitarre, tastiere), Piergiorgio Pardo (voce, tastiere, theremin), Giacomo Carlone (anche in Made To Measure e Belize, batterie, elettronica) Davide “il dEbE” Debenedetti (tastiere, synth e chitarre), Cristian “Senza H” Clemente (chitarre, tastiere, ukulele appena possibile) e Giuseppe “Amaro dei” Fiori (anche nei Rezophonic, basso, tastiere).
E tutti quanti voglion fare pop.

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